Indennità di vedovanza: ecco chi ha diritto ai soldi e come richiederla subito

L’assegno di vedovanza è un integrazione economica mensile destinata ai coniugi superstiti titolari di pensione di reversibilità che si trovano in specifiche condizioni di disagio. Per il 2025, questo contributo raggiunge circa 52,91 euro mensili per chi rispetta i requisiti reddituali e sanitari previsti. Chi percepisce una pensione di reversibilità da lavoro dipendente, risulta invalido al 100% e ha un reddito annuo inferiore a 28.659,42 euro può richiederlo direttamente all’INPS, anche per gli anni precedenti fino a cinque anni indietro.

Chi può richiedere l’assegno di vedovanza

L’indennità di vedovanza non è destinata a tutti i vedovi, ma esclusivamente a chi soddisfa una combinazione precisa di condizioni. Il richiedente deve innanzitutto essere coniuge superstite di un lavoratore dipendente, sia del settore privato che pubblico. Tuttavia, la semplice condizione di vedovanza non è sufficiente: sono necessari ulteriori requisiti che abbiamo descritto nei dettagli di seguito.

Titolarità della pensione di reversibilità

Il primo requisito fondamentale è essere titolari di una pensione di reversibilità. Questa pensione deve derivare esclusivamente da un lavoro dipendente, non da altre forme di previdenza. È importante verificare che la pensione che state ricevendo provenga da questa categoria specifica, poiché altre tipologie di pensioni non danno diritto all’assegno. La domanda per l’assegno di vedovanza può essere presentata solo se state già percependo questa prestazione previdenziale.

I requisiti essenziali per accedere all’indennità

Oltre alla titolarità della pensione di reversibilità, la normativa Inps prevede altre condizioni irrinunciabili. Questi requisiti rappresentano i vincoli essenziali per ottenere il beneficio economico e devono essere tutti soddisfatti contemporaneamente.

Invalidità civile al 100%

Un requisito determinante è l’invalidità civile riconosciuta al 100%. Il richiedente deve essere ufficialmente riconosciuto come totalmente inabile al lavoro, il che significa non essere in grado di svolgere alcuna attività lavorativa a causa di infermità fisica o mentale. In alternativa, è sufficiente essere titolari dell’indennità di accompagnamento, che già presuppone un riconoscimento di inabilità totale. Il verbale di invalidità civile deve essere conservato e allegato alla domanda presso l’Inps.

Importi mensili e limiti di reddito

L’importo dell’assegno di vedovanza varia significativamente in base al reddito personale annuo del richiedente. Per il 2025, sono stati definiti tre scaglioni di reddito che determinano l’entità della prestazione.

Calcolo dell’assegno in base al reddito annuo

Chi dispone di un reddito annuo complessivo inferiore a 28.659,42 euro riceve l’importo pieno pari a 52,91 euro mensili. Se il reddito è compreso tra 28.659,42 euro e 32.148,88 euro, l’assegno viene riconosciuto in misura ridotta, corrispondente a 19,59 euro mensili. Al superamento della soglia di 32.148,88 euro annui, non spetta alcun diritto all’indennità. Nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi imponibili Irpef, nonché quelli esenti da imposte o soggetti a ritenute alla fonte se superiori a 1.032,91 euro. Sono invece esclusi i redditi derivanti da indennità di accompagnamento e pensioni di guerra.

Come presentare la domanda all’Inps

La richiesta deve seguire le stesse modalità previste per gli assegni al nucleo familiare su pensione. È necessario inoltrare una nuova domanda per ogni periodo di validità, che decorre da luglio a giugno dell’anno successivo. La presentazione può avvenire attraverso tre canali diversi.

Modalità di invio della domanda

Potete presentare la richiesta direttamente online tramite il portale Inps, telefonando al contact center, oppure rivolgendosi a un patronato locale. Qualunque sia il canale scelto, dovrete allegare una serie di documenti essenziali. Tra questi figurano l’autocertificazione della composizione del nucleo familiare, l’ultima dichiarazione dei redditi, la data precisa della vedovanza, il numero e la categoria della pensione di reversibilità da lavoro dipendente, una copia del documento d’identità e il codice fiscale.

Recupero degli arretrati

Una caratteristica interessante della normativa prevede la possibilità di chiedere anche gli arretrati per un massimo di cinque anni, fino a un totale massimo di 3.000 euro. Questo è particolarmente vantaggioso per chi non era a conoscenza del diritto o per chi ha scoperto solo recentemente di possedere i requisiti richiesti. Per accedere ai contributi previdenziali arretrati, sarà necessario fornire anche le dichiarazioni dei redditi degli ultimi cinque anni.

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